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Come Produrre MIDI Realistico — 2h 21m 42s

Come rendere  Realistica l'orchestra MIDI

Realismo nell’Orchestrazione Virtuale

Produrre un MIDI realistico è l’ambizione di tutti i compositori digitali. Su questa aspettativa vivono decine e decine di aziende che producono Virtual Instrument, e non si può dare a queste aziende alcun torto se assecondano il mercato offrendo a intervalli regolari nuovi strumenti “migliori” e nuove soluzioni “mai viste prima”.

In realtà, gran parte di questi nuovi strumenti non sono migliori e le soluzioni sono ben conosciute ed erano già presenti in altre library.

Il fatto è che negli ultimi dieci anni c’è stata una grande richiesta di musica per i media. È nata con internet, lo streaming e il crescere della quantità di produzioni.

Questo, insieme alla riduzione dei costi, ha attratto sempre più persone verso la musica digitale in generale e quella orchestrale in particolare.

Sfortunatamente, in molti casi, chi fa musica orchestrale digitale non ha una conoscenza approfondita dell’orchestra tradizionale o della composizione formale.

E questo è l’ostacolo più grande in assoluto nella ricerca di un suono realistico. Perché il suono è realistico quando sono realistiche la composizione e l’arrangiamento.

Qualità della library, numero di tracce e effetti audio non possono mai trasformare un brano approssimativo in un brano che suona bene.

Questo è già stato spiegato in dettaglio nella settimana di introduzione all’orchestra dove abbiamo visto l’errore di fondo dietro al desiderio di imparare template e orchestrazione virtuale MIDI e perché, paradossalmente, le library in cima alla produzione professionale non sono quelle più spesso chiacchierate nei forum e negli articoli.

Quindi cosa rimane da discutere della produzione? Niente altro che gli aspetti pratici, e una manciata di consigli che valgono praticamente sempre, qualsiasi siano le library o i sequencer che adoperiamo.

Passo dopo passo, vediamo quelli che sono gli elementi essenziali per una resa realistica e lo facciamo dopo aver già lavorato sull’aspetto più importante: l’arrangiamento (due arrangiamenti diversi, per la precisione).

In questo modo, le tecniche che abbiamo già imparato vengono ripetute e formalizzate ancora una volta, fissandosi meglio nella memoria grazie alla applicazione pratica. E quindi vediamo come ascoltare e riascoltare una sezione, come equilibrarne l’intensità sonora e come intervenire (moderatamente) sull’equalizzazione e sul segnale “Mid-Side” per renderla più vicina a una incisione orchestrale.

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Come sempre, sono sufficienti al massimo quattro interventi audio:

  1. Filtri passa alto negli strumenti (nulla suona sotto la frequenza fondamentale)
  2. Una adeguata gestione dell’immagine stereofonica, meglio se in M/S
  3. Un riverbero generale come collante (e in base alla library i riverberi di sezione che torneremo a vedere nelle settimane su orchestrazione hollywoodiana e composizione di musica avventurosa)
  4. Un limiter alla fine della catena master (o magari da solo, con la catena master in un “Pre-2-Bus”, metodo preferito dall’insegnante)

Il resto lo si fa con il MIDI, e in particolare modo con i control change e l’umanizzazione. Anche su questo spendiamo molto tempo perché la vera umanizzazione non è la semplice applicazione di un effetto casuale che altera durate e velocity ma l’imitazione di una performance dal vivo.

Un MIDI realistico è proprio come dirigere un'orchestra ma stando col fiato sul collo a ciascun orchestrale. Mettendosi nei suoi panni, comprendendo le difficoltà e le esigenze dietro al brano che sta eseguendo. Anche se il nostro orchestrale è soltanto un sample, congelato per l’eternità su una nota specifica.

Però gli elementi in gioco sono anche altri, e in particolare quelli che abbiamo già studiato molto tempo fa. Su qualsiasi interfaccia di Virtual Instrument troviamo i ben noti Attack, Decay, Sustain e Release.

Sì, il solito ADSR, niente altro che quello che abbiamo già usato e approfondito sin dalle prime lezioni. Per raggiungere un buon legato senza sacrificare troppo l’attacco un buon modo è di aumentare il valore del Release cioè alla parte finale del sample, quello che succede quando lo strumentista smette di suonare la nota.

Chi ha troppa abitudine verso i synth tende a non prendere in considerazione questi semplici controlli quando lavora con i sample.

All’opposto, chi ha una formazione prevalentemente tradizionale dimentica presto quanto sia importante intervenire su attacco e rilascio perché istintivamente ragiona come se i sample fossero uno strumentista vero.

Rinforzare percussioni e strumenti flebili

Ancora, per ottenere percussioni solide e presenti si ricorre spesso alla compressione parallela oppure a distorsioni armoniche (i cosiddetti effetti “gonfiatori”). Qualche volta si spostano anche i sample duplicati, creando però cancellazioni di fase.

Ma questo è del tutto superfluo se si conosce un metodo che funziona perfettamente con le percussioni (ma anche con altri strumenti) e consente di ottenere una maggiore definizione nel suono dei sample senza alcun artificio.

Ecco, questi sono gli obiettivi della settimana: metodi e tecniche efficaci, non sempre conosciuti, che danno autentico realismo al brano simulando il più possibile un’incisione orchestrale dal vivo.

Susanna

Conosci meglio Susanna Quagliariello

Compositore / produttore cinematografico / autore pubblicato. Laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale di conservatorio, diploma specialistico di composizione e orchestrazione per musica da film. Amministratore VFX Wizard e direttore della scuola online.

La “mid-produzione” Audio

Pulizia audio del brano video

01. Pulizia audio del brano
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04. Basse in Mono, Alte in Stereo
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16. Come personalizzare lo Humanize
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Mockup realistico: simulare le dinamiche

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Usare i CC per migliorare la chiarezza espositiva del brano video

24. Usare i CC per migliorare la chiarezza espositiva del brano
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25. Il vantaggio dei CC sulla Velocity
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27. Lo sviluppo dinamico interno a una nota
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32. L’importanza dell’Indipendenza: la versione solo Archi
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33. Le versioni di Legni, Ottoni e intera Orchestra
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Materiale didattico

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