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Produzione Musica e Audio — 3h 22m 10s

Produzione Musica e Audio

L’audio digitale nelle DAW

Anche se questo è un corso di composizione musicale per colonne sonore, non possiamo ignorare gli aspetti strettamente audio dei software che adoperiamo.

I sequencer, oggi, sono spesso chiamati anche DAW, per Digital Audio Workstation. Incorporano infatti buone (e a volte eccellenti) funzionalità di gestione dell’audio digitale.

Raramente possono competere con soluzioni dedicate alla sola gestione audio (come RX o Audition) per una questione di interfaccia utente, ma la grande maggioranza delle operazioni può essere completata interamente dentro al sequencer / DAW.

Inoltre, sul mercato sono disponibili tantissime plugin che ampliano enormemente le funzioni native, anche se non bisogna mai cadere nella tentazione di pensare che una plugin di marca differente da quella che possediamo possa influire in modo drastico sul risultato.

Naturalmente quello che fa la differenza sono la composizione e l'orchestrazione, ma è indispensabile conoscere gli elementi essenziali della produzione audio digitale.

Unendo quanto in dotazione con il software che abbiamo scelto di usare a un po’ di ingegno, è praticamente sempre possibile ottenere un buon risultato senza dover ricorrere a niente altro che non sia già in dotazione con il sequencer.

Esistono poche eccezioni, e vengono indicate chiaramente nelle lezioni: plugin che davvero cambiano il suono e danno quello spessore intangibile di “professionalità”. Ma quelle essenziali si possono proprio contare sulle dita di una mano.

Il Routing e il Mixing

Quello che invece non cambia mai, è la trasposizione nel mondo digitale di concetti tradizionali associati alle console analogiche.

In pratica: il routing, gli insert e i send, il pan e il concetto di pre e post fader.

Attraverso il routing creiamo una rete di connessioni tra le nostre tracce, che permette – ad esempio – di ripartire le diverse sezioni orchestrali in modo tale che il segnale di ciascuna raggiunga il riverbero corretto per posizione e distanza dall’ascoltatore.

Più in generale, facciamo uso di insert per modificare e pulire il suono.

In realtà questo spesso non sarebbe necessario: i sample player possiedono già integrate le funzioni essenziali per ripulire il suono e anche modularlo.

Ma l’abitudine, e qualche volta la comodità, ci fanno preferire gli strumenti integrati nel sequencer / DAW. Tenere separate le informazioni relative agli strumenti da quelle applicate alle singole tracce è anche una questione di ordine mentale, che permette di lavorare meglio, in un modo logico e prevedibile.

Un esempio semplice ma comprensibile sarebbe questo:

  1. Preferiamo applicare l’equalizzatore interno del sample player ad un particolare set di strumenti (ad esempio dei violini) che non suonano come desideriamo
  2. Preferiamo applicare l’equalizzatore della DAW a quella stessa traccia per equilibrarne il suono durante il mixing

Perché due scelte diverse per quella che potrebbe essere una singola operazione?

È nuovamente una questione di ordine e buona impostazione professionale.

La correzione di una specifica patch ha senso farla nel sample player perché riguarda quello specifico strumento, quella specifica patch.

Se la sostituiamo con un’altra, magari all’interno di un diverso sample player, la modifica scompare. Ed è bene che scompaia, perché era una modifica ad-hoc per quello strumento.

Invece, l’equalizzazione generica della traccia di archi dell’esempio sopra, continuerà probabilmente ad essere la più appropriata, visto che il tipo e il range dello strumento non varia.

Complicato? Per nulla.

È davvero molto semplice e le lezioni spiegano anche queste sottili distinzioni, con l’obiettivo di dare agli studenti un insieme di skill solidi e versatili, che siano applicabili a qualsiasi strumento, a qualsiasi tipo di incisione e – naturalmente – a qualsiasi software.

Susanna

Conosci meglio Susanna Quagliariello

Compositore / produttore cinematografico / autore pubblicato. Laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale di conservatorio, diploma specialistico di composizione e orchestrazione per musica da film. Amministratore VFX Wizard e direttore della scuola online.

Introduzione alla settimana e MIDI CC video

01. Introduzione alla settimana e MIDI CC Durata: 2m 03s

Introduzione alle Articolazioni degli strumenti I video

02. Introduzione alle Articolazioni degli strumenti I Durata: 2m 30s

Introduzione alle Articolazioni degli strumenti II video

03. Introduzione alle Articolazioni degli strumenti II Durata: 2m 33s

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04. Cosa sono i Keyswitch Durata: 2m 06s
Per TUTTI i sequencer.

Lavorare bene con i Keyswitch video

05. Lavorare bene con i Keyswitch Durata: 2m 30s

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06. I Keyswitch Latching e Non-Latching Durata: 2m 27s

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07. Svantaggi dei Keyswitch Durata: 2m 45s

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08. Keyswitch e notazione classica Durata: 1m 40s

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09. Invio di eventi MIDI e Keyswitch Durata: 1m 12s

Control Change in Cubase

Control Change MIDI in Cubase video

10. Control Change MIDI in Cubase Durata: 3m 41s

Modificare i CC video

11. Modificare i CC Durata: 5m 59s

Editing dei CC I video

12. Editing dei CC I Durata: 4m 30s

Editing dei CC II video

13. Editing dei CC II Durata: 3m 54s

Applicare le modifiche selettivamente video

14. Applicare le modifiche selettivamente Durata: 1m 57s

Rivediamo i 3 CC principali video

15. Rivediamo i 3 CC principali Durata: 4m 06s

MIDI Learn Cubase Parte I video

16. MIDI Learn Cubase Parte I Durata: 4m 29s

MIDI Learn Cubase Parte II video

17. MIDI Learn Cubase Parte II Durata: 2m 13s

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18. MIDI Learn Cubase Parte III Durata: 3m 18s

Control Change in Logic ProX

Control Change MIDI in Logic Pro X video

19. Control Change MIDI in Logic Pro X Durata: 3m 53s

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20. CC in dettaglio Durata: 2m 51s

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21. Editing dei CC MIDI Draw Durata: 2m 36s

Multipli CC per un singolo strumento video

22. Multipli CC per un singolo strumento Durata: 3m 41s

Dare varietà e realismo con i CC video

23. Dare varietà e realismo con i CC Durata: 2m 51s

Veloce recap sui CC MIDI video

24. Veloce recap sui CC MIDI Durata: 1m 14s

MIDI Learn Logic Pro X Parte I video

25. MIDI Learn Logic Pro X Parte I Durata: 3m 28s

MIDI Learn Logic Pro X Parte II video

26. MIDI Learn Logic Pro X Parte II Durata: 4m 37s

Control Change esempio pratico evoluto I video

27. Control Change esempio pratico evoluto I Durata: 3m 48s
Per TUTTI i sequencer.

Control Change esempio pratico evoluto II video

28. Control Change esempio pratico evoluto II Durata: 1m 55s

Progetto Pratico: Il Triste Pizza Party

Il progetto pratico “Pizza Party” video

29. Il progetto pratico “Pizza Party” Durata: 3m 07s

Analisi Narrativa I video

30. Analisi Narrativa I Durata: 3m 45s

Analisi Narrativa II video

31. Analisi Narrativa II Durata: 4m 08s

Analisi Narrativa III video

32. Analisi Narrativa III Durata: 3m 14s

Approccio Musicale I video

33. Approccio Musicale I Durata: 3m 39s

Approccio Musicale II video

34. Approccio Musicale II Durata: 1m 40s

Approccio Musicale III video

35. Approccio Musicale III Durata: 3m 08s

Analisi del progetto nei sequencer

Articolazioni e impostazione del progetto video

36. Articolazioni e impostazione del progetto Durata: 4m 21s

CC, dinamica e strumentazione video

37. CC, dinamica e strumentazione Durata: 3m 00s

Alleggerire l'effetto musicale video

38. Alleggerire l'effetto musicale Durata: 5m 13s

Teoria Musicale

Gli Intervalli I video

39. Gli Intervalli I Durata: 3m 45s
L'intervallo misura la distanza tra due note. Gli intervalli sono uno strumento importante per capire come funziona la musica. Scopriamo la differenza tra intervalli armonici e intervalli melodici, e tra intervalli semplici e composti.

Gli Intervalli II video

40. Gli Intervalli II Durata: 5m 02s
Gli intervalli composti vengono in genere indicati come intervalli semplici, sottraendo sette alla distanza tra e due note. Nella definizione di un intervallo però non basta specificare la distanza tra una nota e l'altra, bisogna dire anche di che qualità è: vediamo quando un intervallo si definisce Giusto. Per capire la qualità di un intervallo si fa riferimento alla scala maggiore della prima nota.

Gli Intervalli III video

41. Gli Intervalli III Durata: 3m 46s
La definizione di un intervallo è indipendente dalla tonalità del passaggio nel quale si trovano. Tutto, infatti, dipende dal rapporto tra le due singole note. Nei casi in cui le due note abbiano la stessa alterazione, si può mentalmente togliere quelle alterazioni per calcolare con più facilità l'intervallo.

Gli Intervalli IV video

42. Gli Intervalli IV Durata: 4m 02s
Conoscere gli intervalli è anche un ottimo modo per scrivere melodie che abbiano un carattere particolare. Vediamo un esempio in cui degli intervalli giusti creano una melodia di stile eroico. Infine, esaminiamo i casi degli intervalli maggiori e minori.

Gli Intervalli V video

43. Gli Intervalli V Durata: 2m 49s
Continuiamo l'esame degli intervalli maggiori e minori. Il nostro punto di riferimento, in entrambi i casi, resta la scala maggiore del primo. Con questo sistema possiamo facilmente individuare un intervallo minore, perché è un intervallo di seconda, terza, sesta o settima abbassato di un semitono.

Recap: Gli Intervalli finora video

44. Recap: Gli Intervalli finora Durata: 4m 43s
Un riassunto dei concetti principali sugli intervalli espressi fino a questo punto: abbiamo visto cosa sono gli intervalli armonici e melodici, e come distinguere un intervallo semplice da uno composto. Poi abbiamo esaminato gli intervalli giusti, maggiori, minori. Gli intervalli di seconda maggiore e minore corrispondono rispettivamente alla definizione di tono e semitono.

Gli Intervalli VI video

45. Gli Intervalli VI Durata: 3m 56s
Completiamo la panoramica sui tipi di intervalli. Gli intervalli aumentati, o eccedenti, sono intervalli maggiori o giusti aumentati di un semitono. Gli intervalli diminuiti sono invece intervalli giusti o minori diminuiti di un semitono.

Gli Intervalli VII video

46. Gli Intervalli VII Durata: 5m 00s
Continuiamo a esaminare esempi di intervalli diminuiti. Esercitarsi è davvero importante per entrare in confidenza con le varie tipologie di intervalli: ecco due consigli su come esercitarti al meglio. Riassumiamo il ragionamento che abbiamo seguito per individuare il tipo di intervallo tra due note.

Gli Intervalli VIII video

47. Gli Intervalli VIII Durata: 2m 23s
Ci siamo fin qui esercitati sul riconoscimento dell'intervallo dal punto di vista dell'analisi armonica, ma un altro aspetto fondamentale è imparare a riconoscere le sonorità di ciascun intervallo. Questo significa concentrarsi non sulle singole note, ma sul suono complessivo. L'esercizio breve ma costante è il modo migliore per allenare l'orecchio a questo scopo.

Sigle degli Intervalli I video

48. Sigle degli Intervalli I Durata: 2m 46s
Gli intervalli possono essere espressi da sigle leggermente diverse. Vediamo quali sono le etichette che vengono più spesso usate per indicare le varie tipologie di intervalli. Una forma con la quale è bene iniziare a prendere confidenza fin da subito è quella in uso nella notazione anglosassone.

Sigle degli Intervalli II video

49. Sigle degli Intervalli II Durata: 2m 21s
Un modo molto intuitivo di segnare gli intervalli è quello di usare M per i maggiori, m per i minori, o le abbreviazioni maj e min. Vediamo come vengono indicati gli intervalli aumentati e quelli diminuiti. Anche per questi intervalli abbiamo sia simboli, rispettivamente + e °, che abbreviazioni, rispettivamente aug e dim.

Rivolti degli Intervalli video

50. Rivolti degli Intervalli Durata: 4m 13s
I Rivolti sono Intervalli in cui la nota inferiore viene messa all'ottava superiore o la nota superiore all'ottava inferiore. Vediamo come gli intervalli che abbiamo studiato si trasformano nei rispettivi intervalli, sia dal punto di vista della lunghezza di un intervallo che della sua qualità. Un vantaggio del rivolto è che ci permette di calcolare facilmente anche le distanze più complesse fra le note.

Rivolti degli Intervalli - Esempi I video

51. Rivolti degli Intervalli - Esempi I Durata: 3m 57s
Un altro dei vantaggi dei rivolti è che ci permette di variare armonicamente i nostri brani. Fondamentale, per lo studio dei rivolti, è essere padroni di scale e intervalli. Nel calcolo dei rivolti la pratica è tutto: iniziamo ad analizzare degli esempi.

Rivolti degli Intervalli - Esempi II video

52. Rivolti degli Intervalli - Esempi II Durata: 3m 38s
Continuiamo a esercitarci sulla formazione di rivolti a partire da un dato intervallo, il che ci permette di continuare a far pratica anche di scale e alterazioni.

Rivolti degli Intervalli - Esempi III video

53. Rivolti degli Intervalli - Esempi III Durata: 4m 51s
Ragionamenti che all'inizio possono sembrarti contorti e complicati, con la pratica diventano quasi automatici. Continuiamo perciò a esercitarci in intervalli e rivolti. Scopriamo che gli intervalli servono anche a rispondere facilmente a domande come Quale nota si trova a una quinta diminuita sotto il Do?

Consonanza e dissonanza I video

54. Consonanza e dissonanza I Durata: 3m 47s
I concetti di Consonanza e Dissonanza, in musica, sono legati ai concetti di Stabilità e Instabilità. Un accordo dissonante ha tendenzialmente bisogno di essere risolto in uno consonante. Si tratta comunque di concetti che hanno a che fare con la soggettività, e con le convenzioni adottate da contesti e generi musicali specifici.

Consonanza e dissonanza II video

55. Consonanza e dissonanza II Durata: 3m 52s
I concetti di Consonanza e Dissonanza possono esserci molto utili come guida nella composizione di brani di generi specifici: la musica per film horror e thriller, ad esempio, fa un grande uso di intervalli e accordi dissonanti. La dissonanza è inoltre essenziale per conferire movimento a un brano. Pur essendo concetti parzialmente modificatisi nel corso della storia della musica, Consonanza e Dissonanza restano punti di riferimento importanti nella composizione.

Intervalli Consonanti video

56. Intervalli Consonanti Durata: 4m 12s
Intervalli giusti (tranne la quarta basso), terze minori e maggiori, seste minori e maggiori: questi sono gli intervalli consonanti che esaminiamo. Per ognuno vediamo un esempio. Un'antica classificazione distingueva anche, all'interno degli intervalli consonanti, quelli caratterizzati da consonanza perfetta.

Intervalli Dissonanti I video

57. Intervalli Dissonanti I Durata: 4m 04s
Gli intervalli dissonanti possono essere definiti semplicemente come tutti quegli intervalli che non sono consonanti. L'intervallo dissonante più famoso è di gran lunga il Tritono, che ha occupato una parte importante nella storia della musica. Anticamente legato a atmosfere demoniache, nella musica di oggi si può trovare sia in pezzi heavy metal come Black Sabbath, che in musical come West Side Story, che nella sigla dei Simpson.

Intervalli Dissonanti II video

58. Intervalli Dissonanti II Durata: 3m 50s
Dopo gli intervalli aumentati, esaminiamo altri tipi di intervalli dissonanti: i diminuiti, le seconde e settime maggiori e minori, la quarta giusta isolata. Così per note e scale, anche per gli intervalli esistono gli Enarmonici. Analizzando gli intervalli enarmonici ci rendiamo conto che uno stesso intervallo può essere considerato consonante o dissonante a seconda dell'enarmonico usato per definirlo, come nel caso di fa-sol# e fa-lab.

Intervalli Enarmonici e Recap video

59. Intervalli Enarmonici e Recap Durata: 5m 11s
Come scegliamo il giusto nome tra due enarmonici, uno consonante è l'altro dissonante? Tutto dipende dal contesto: vediamo un esempio che rende tutto più semplice. Ricapitoliamo quanto abbiamo detto sui Intervalli Consonanti e Dissonanti e il loro rapporto all'interno di un brano, Tritono.

Materiale didattico

Montaggio di film da musicare
Download ZIP: Video H264 (mp4), compresso in .zip

Progetto Cubase
Download ZIP: CPR, compresso in .zip

Progetto Logic Pro X
Download ZIP: Logicx, compresso in .zip

Progetto in MIDI
Download ZIP: MID, compresso in .zip