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Tecnologia musicale digitale — 3h 55m 56s

Tecnologia musicale digitale

La produzione audio “In The Box”

Questa settimana la dedichiamo a scendere nei dettagli della produzione digitale interamente dentro a un computer, un’evoluzione tecnologica che diamo ormai per scontata ma che non era poi così scontata anche solo pochi anni fa.

Tanto da guadagnarsi un nome e un acronimo: ITB, In The Box.

Dove, ovviamente, il “box” è il computer. Difficile dire quanto possa continuare a essere applicabile come denominazione, visto che possiamo produrre brani interi con un iPad. Ma il termine è questo.

E bisogna dire che è anche stato ammantato, se non dal dispregio, da un certo tono di superiorità da parte di chi lavorava “out of the box”, con attrezzature analogiche e console fisiche.

Come in tutte le storie che riguardano i computer, all’inizio il risultato è definito impossibile, poi diventa qualcosa da disprezzare, poi diventa lo standard. (Pensiamo alla computer graphics vista la scuola.)

Le lezioni di questa settimana sono particolarmente tecniche, perché ormai non è possibile proseguire senza avere una conoscenza impeccabile dell’audio digitale.

Questo significa parlare di numeri. Dalla frequenza di campionamento alla profondità in bit, solitamente 44.1Khz o 48Khz e 16 o 24 bit.

Una volta chiariti questi concetti fondamentali, oltre ogni ragionevole dubbio, passiamo a parlare di concetti più astratti come l’aliasing audio e la frequenza di Nyquist, che in effetti è alla base dei plot spettrali presenti in questo articolo sul rumore audio che risale a molti anni fa e fa parte dell’archivio storico della scuola.

Spettro Frequenze Audio

Ed è proprio sulle analisi spettrali che dobbiamo soffermarci, perché è una tecnologia relativamente recente e che per molto tempo è rimasta solo nel dominio delle produzioni professionali.

Oggi che è alla portata di tutti, può davvero aiutarci a modificare drasticamente la qualità del nostro lavoro.

Sia rimuovendo imperfezioni che identificando la sovrapposizione indesiderata delle frequenze.

Ora, sia chiaro, non è attraverso le plugin, le analisi spettrali o la funzione masking di iZotope Neutron che si crea un brano perfetto.

È con l’orchestrazione giusta che si impara subito a evitare i problemi sin dall’inizio.

Ma rimane sempre un margine per migliorare o per correggere gli errori e questo margine non deve essere sottovalutato: è una risorsa.

Inoltre, nella musica da film può anche capitare di dover rispondere a specifiche esigenze che fanno sconfinare il ruolo del compositore in un altro, più prossimo al sound design.

Essere preparati anche da questo punto di vista, costituisce una freccia in più al nostro arco.

Ampiezza e Saturazione: La Loudness War Abbia Inizio!

Ossessivamente perseguita (e denigrata) nell’ultimo decennio, la loudness war è ormai conclusa. Le regole imposte da Apple e Spotify l’hanno risolta in modo incruento.

È stata un fenomeno esageratamente portato in rilievo, non sempre con piena buona fede, ma è innegabile che abbia anche avuto la propria dose di effettivi difetti.

L’aumento della intensità sonora percepita ha inevitabilmente l’effetto di ridurre la gamma dinamica e quindi appiattisce la musica.

Naturalmente, se stiamo scrivendo la colonna sonora di un "Mad Max", il limiter è d’obbligo e non dovremo preoccuparci di nessuna parte affidata all'agile delicatezza dei legni.

Ma nell’ottica di una composizione musicale a tutto tondo, la soluzione – ancora una volta – sta nel mezzo.

Adottiamo le tecnologie che si dimostrano gradite al pubblico, ma conserviamo uno stile musicale e una impostazione formale.

Questo è particolarmente vero per la saturazione audio, una forma di distorsione, che può rovinare irrimediabilmente un brano orchestrale o invece dimostrarsi un sorprendente aiuto per dare spessore a quei due strumenti che non avrebbero mai potuto suonare all’unisono dal vivo.

Come sempre, conoscere i classici è fondamentale. Provare ad andare oltre a quanto conosciamo, è quello che ci rende umani e ci fa avere successo.

Questa settimana è leggera per permettere a tutti di completare senza stress il progetto “Be Water”, anche solo poche battute sono sufficienti per fare pratica.

Questa settimana contiene anche un sostanzioso approfondimento sul rivoluzionario Drummer di Logic Pro X e su altri strumenti innovativi (disponibili per tutti i sequencer) che fanno da interfaccia tra virtual instrument e compositore.

Susanna

Conosci meglio Susanna Quagliariello

Compositore / produttore cinematografico / autore pubblicato. Laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale di conservatorio, diploma specialistico di composizione e orchestrazione per musica da film. Amministratore VFX Wizard e direttore della scuola online.

Elementi essenziali per gestire gli Strumenti Virtuali tradizionali

Distinguere tra Velocity e CC video

01. Distinguere tra Velocity e CC Durata: 2m 57s

La differenza la fa la musica video

02. La differenza la fa la musica Durata: 2m 42s

Il vantaggio dei CC video

03. Il vantaggio dei CC Durata: 2m 13s

Il vantaggio della Velocity video

04. Il vantaggio della Velocity Durata: 1m 28s

Strumenti Polifonici e Legato video

05. Strumenti Polifonici e Legato Durata: 3m 00s

Legato e polifonia in tutte le library video

06. Legato e polifonia in tutte le library Durata: 3m 02s

Gestire i Divisi video

07. Gestire i Divisi Durata: 1m 29s

Riverbero e realismo del suono video

08. Riverbero e realismo del suono Durata: 3m 15s

Riverbero e Orchestra video

09. Riverbero e Orchestra Durata: 2m 13s

Riverbero e strumenti in Close monofonico video

10. Riverbero e strumenti in Close monofonico Durata: 2m 24s

Riverbero per gli strumenti in solo video

11. Riverbero per gli strumenti in solo Durata: 2m 45s

La nuova generazione di Strumenti Virtuali facili

Gli strumenti virtuali “intelligenti” video

12. Gli strumenti virtuali “intelligenti” Durata: 3m 38s

Piano Roll e limiti dell’esecuzione MIDI Parte I video

13. Piano Roll e limiti dell’esecuzione MIDI Parte I Durata: 3m 42s

Piano Roll e limiti dell’esecuzione MIDI Parte II video

14. Piano Roll e limiti dell’esecuzione MIDI Parte II Durata: 2m 45s

Interpreti virtuali: Bohemian Violin e Cello I video

15. Interpreti virtuali: Bohemian Violin e Cello I Durata: 4m 23s

Interpreti virtuali: Bohemian Violin e Cello II video

16. Interpreti virtuali: Bohemian Violin e Cello II Durata: 4m 28s

Assistenti virtuali: la chitarra Sunbird video

17. Assistenti virtuali: la chitarra Sunbird Durata: 2m 22s

Cambiare il Drummer conservando le impostazioni video

18. Cambiare il Drummer conservando le impostazioni Durata: 3m 09s

La funzione Follow della Drummer Track video

19. La funzione Follow della Drummer Track Durata: 3m 37s

La sezione Details della Drummer Track video

20. La sezione Details della Drummer Track Durata: 3m 34s

Le Ghost Notes della Drummer Track video

21. Le Ghost Notes della Drummer Track Durata: 2m 25s

Hi-Hat e Swing della Drummer Track video

22. Hi-Hat e Swing della Drummer Track Durata: 3m 37s

Drummer: Mappature delle percussioni e GM Map video

23. Drummer: Mappature delle percussioni e GM Map Durata: 3m 21s

Collapse Mode e passaggio dal MIDI a Drummer Region video

24. Collapse Mode e passaggio dal MIDI a Drummer Region Durata: 3m 05s

Duplicare una Channel Strip video

25. Duplicare una Channel Strip Durata: 2m 22s

Vantaggi delle MIDI Drummer Region video

26. Vantaggi delle MIDI Drummer Region Durata: 2m 54s

Gli Alias delle Drummer Region video

27. Gli Alias delle Drummer Region Durata: 3m 47s

Convertire regioni Alias in MIDI e Producer Kits video

28. Convertire regioni Alias in MIDI e Producer Kits Durata: 5m 00s

Producer Kits in dettaglio video

29. Producer Kits in dettaglio Durata: 4m 57s

Drummer Track e Arrangement Track I video

30. Drummer Track e Arrangement Track I Durata: 3m 42s

Drummer Track e Arrangement Track II video

31. Drummer Track e Arrangement Track II Durata: 3m 11s

Impostare valori fissi di Fill e Swing video

32. Impostare valori fissi di Fill e Swing Durata: 2m 50s

Audio: ampiezza, frequenze, serie armonica e decibel

Concetti fondamentali della produzione audio: onda sonora, Hz video

33. Concetti fondamentali della produzione audio: onda sonora, Hz Durata: 4m 19s

Frequenze alte, medie e basse video

34. Frequenze alte, medie e basse Durata: 3m 53s

Il formato a 44.1kHz e il formato a 48kHz video

35. Il formato a 44.1kHz e il formato a 48kHz Durata: 4m 17s

La frequenza di campionamento: i formati di 44.1kHz e 48kHz nella produzione digitale video

36. La frequenza di campionamento: i formati di 44.1kHz e 48kHz nella produzione digitale Durata: 5m 13s

La profondità in bit: cosa è e a cosa serve video

37. La profondità in bit: cosa è e a cosa serve Durata: 4m 34s

La profondità di bit nella produzione e post produzione audio video

38. La profondità di bit nella produzione e post produzione audio Durata: 3m 29s

Il formato a 32 bit, il floating point e i dBFS video

39. Il formato a 32 bit, il floating point e i dBFS Durata: 4m 19s

Recap: frequenza di campionamento, profondità in bit, e il loro uso nella produzione digitale video

40. Recap: frequenza di campionamento, profondità in bit, e il loro uso nella produzione digitale Durata: 1m 35s

Frequenza fondamentale, armoniche e timbro video

41. Frequenza fondamentale, armoniche e timbro Durata: 5m 03s

Il LA centrale nella vista spettrale e la serie armonica video

42. Il LA centrale nella vista spettrale e la serie armonica Durata: 3m 56s

L'analisi dello spettro rispetto alla forma d'onda video

43. L'analisi dello spettro rispetto alla forma d'onda Durata: 4m 38s

Software con Analisi dello Spettro video

44. Software con Analisi dello Spettro Durata: 2m 43s

Selezione e modifica degli Armonici video

45. Selezione e modifica degli Armonici Durata: 3m 58s

Dinamica e Ampiezza del segnale audio video

46. Dinamica e Ampiezza del segnale audio Durata: 2m 53s

La Loudness War video

47. La Loudness War Durata: 2m 25s

Bit, Dinamica, RMS e Peak video

48. Bit, Dinamica, RMS e Peak Durata: 4m 20s

I Decibel (dB) video

49. I Decibel (dB) Durata: 2m 26s

I dB come misura relativa video

50. I dB come misura relativa Durata: 2m 42s

I decibel nell'audio video

51. I decibel nell'audio Durata: 3m 42s

Correlare dBFS, dBu, dBV video

52. Correlare dBFS, dBu, dBV Durata: 3m 05s

L'headroom dell'analogico a 0 VU video

53. L'headroom dell'analogico a 0 VU Durata: 3m 32s

Conciliare Analogico e Digitale video

54. Conciliare Analogico e Digitale Durata: 3m 32s

Teoria Musicale

La Scala Minore Naturale I video

55. La Scala Minore Naturale I Durata: 4m 02s
Ampliamo la nostra palette di colori musicali: con lo studio del Modo Minore possiamo selezionare sonorità che si prestano benissimo a pezzi dall'atmosfera tesa, malinconica, triste, di rabbia. Costruiamo la scala di Do minore naturale seguendo lo schema specifico di toni e semitoni, e confrontiamola con la sua parallela maggiore. Improvvisiamo una breve melodia basata su questa scala e vediamo di creare l'atmosfera malinconica tradizionalmente associata al Modo Minore.

La Scala Minore Naturale II video

56. La Scala Minore Naturale II Durata: 5m 38s
Un altro modo per costruire una scala minore naturale è quello di pensare a una scala maggiore con terzo, sesto e settimo grado abbassati di un semitono. Impratichiamoci con le scale minori naturali con un po' di esempi pratici. Come visto già per le scale maggiori, al di là dello schema di toni e semitoni, l'obiettivo più importante è abituarsi alla sonorità unica di questa scala: ecco qualche consiglio per farlo al meglio.

La Scala Minore Armonica I video

57. La Scala Minore Armonica I Durata: 2m 59s
La scala minore armonica ha una sonorità inconfondibile: l'intervallo di un tono e mezzo tra sesto e settimo grado le conferisce un tono misterioso e orientaleggiante. Confrontiamo la struttura di una scala minore armonica con la scala minore naturale che abbiamo studiato prima. Proviamo a improvvisare una melodia basata su questa scala.

La Scala Minore Armonica II video

58. La Scala Minore Armonica II Durata: 4m 50s
Con pochi accorgimenti di ritmo e tempo, una scala minore armonica ci permette di creare un'atmosfera con poche note. Facciamo un esperimento: vediamo quanto una melodia può cambiare se suonata in tre versioni diverse, cioè prima seguendo la scala maggiore, poi la minore naturale, poi la minore armonica. È il momento di un breve riassunto dei punti fondamentali della scala minore armonica.

La Scala Minore Melodica I video

59. La Scala Minore Melodica I Durata: 4m 45s
Tradizionalmente, nella scala minore melodica il moto ascendente viene distinto da quello discendente. Costruiamo una scala minore melodica nei due sensi. Nel senso ascendente del nostro esempio incontriamo un simbolo importante per le alterazioni: il Bequadro.

La Scala Minore Melodica II video

60. La Scala Minore Melodica II Durata: 3m 48s
Ricapitoliamo la struttura della scala minore melodica e sentiamo un esempio della sonorità che crea. Nella differenza tra senso ascendente e discendente la scala melodica rispecchia un comportamento tipico della linee melodiche. Vediamo un esempio concreto, con due semplici passaggi da due battute ciascuno.

La Scala Minore Melodica III video

61. La Scala Minore Melodica III Durata: 3m 38s
Il primo passaggio che esaminiamo è uno nel quale sesto e settimo grado della scala minore di riferimento si trovano lungo una linea ascendente. Lo analizziamo dal punto di vista ritmico e sentiamo come suona: la versione con sesto e settimo grado alzati di un semitono ci sembrerà probabilmente più familiare. Ascoltiamo ora un passaggio molto simile nel quale però sesto e settimo grado si trovano in senso discendente.

La Scala Minore Melodica IV video

62. La Scala Minore Melodica IV Durata: 3m 25s
Il passaggio con sesto e settimo grado innalzati di un semitono e in senso discendente ci suonerà probabilmente meno familiare. Il motivo è che quella che abbiamo visto è una convenzione musicale molto usata nella storia della musica occidentale, che quindi il nostro orecchio riconosce come familiare. Una convenzione però non è una regola: già nella musica classica potrai trovare numerose eccezioni.

Recap: Le Scale Minori video

63. Recap: Le Scale Minori Durata: 2m 58s
Una breve ricapitolazione delle scale minori studiate fin qui. Per ognuna abbiamo visto lo schema di toni e semitoni che ne forma la struttura e abbiamo sentito la specifica sonorità legata a quello schema. La sonorità è proprio il punto chiave: è importante allenare l'orecchio ascoltando come suona uno specifico tipo di scala.

La Scala Minore nella pratica musicale video

64. La Scala Minore nella pratica musicale Durata: 2m 21s
Tradizionalmente le scale minori vengono divise nei tre tipi che abbiamo esaminato, ma nella pratica musicale esiste un'unica scala minore con sesto e settimo grado variabili. Questo è il motivo per cui quando diciamo che un bravo è in una tonalità minore non specifichiamo a quale delle tre scala ci riferiamo. Le alterazioni indicate in chiave sono quelle relative alla scala minore naturale.

Le scale relative video

65. Le scale relative Durata: 4m 18s
Scopriamo cosa significa che una scala è la relativa maggiore o minore di un'altra. Vediamo come calcolare questa corrispondenza. Nel circolo delle quinte anche le scale minori sono organizzate a distanza di quinte (procedendo in senso orario) e quarte (procedendo in senso antiorario).

Le scale parallele video

66. Le scale parallele Durata: 2m 58s
Cos'è una scala parallela e come ci aiuta nello scoprire le alterazioni di una scala. Vediamo qualche esempio del funzionamento di questo trucco, aggiungendo tre diesis per passare dalla scala minore alla parallela maggiore e tre bemolli per fare il contrario.

Recap: le alterazioni video

67. Recap: le alterazioni Durata: 3m 03s
Un ultimo esempio di passaggio da una scala parallela a un'altra e siamo pronti per un riassunto di quello che abbiamo studiato su scale parallele e alterazioni. Non si tratta di uno sforzo di puro nozionismo: capire il funzionamento del Circolo delle Quinte ti farà affrontare senza problemi lo studio dell'armonia. Ed è anche un ottimo esercizio per rilassarsi in un momento di tensione!

I Gradi della Scala video

68. I Gradi della Scala Durata: 4m 03s
La posizione occupata da una nota all'interno di una scala ha un nome specifico, in modo da rendere più semplice l'analisi armonica di un brano o di un passaggio musicale. Il vantaggio di questo metodo è che permette di scoprire la relazione tra note e intervalli al di là dei contesti specifici di una singola scala. Vediamo quindi i nomi attribuiti ai primi tre gradi della scala.

I Gradi della Scala II video

69. I Gradi della Scala II Durata: 2m 19s
Continuiamo a scoprire i nomi dei gradi della scala dal quarto al settimo. Il settimo, in particolare, ha due nomi diversi a seconda che si trovi alla distanza di un tono o di un semitono dalla tonica. Infine, ricapitoliamo quanto abbiamo imparato finora e a cosa ci serve memorizzare i gradi della scala.

Materiale didattico

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